Che farfalla è?

Sul balcone di casa ho dei vasi di lantana, una pianta gradita ai lepidotteri, non è raro che venga a farmi visita qualche farfalla (per lo più cavolaie) e qualche falena (in particolare la sfinge colibrì).

Ieri è stato un giorno fortunato perché due bellissime farfalle si sono soffermate a succhiare il nettare dai fiori della lantana consentendomi di immortalarle.

Qualche immagine della prima visitatrice:
https://www.dropbox.com/sh/03a55r394c309m0/AADQUEPvJqU1fKJPbFXoSAdJa?dl=0

E della seconda:
https://www.dropbox.com/sh/ijhrjx1ca4n5ob6/AAD7WKHQZ8wvyrnZQ-sP3Fkja?dl=0

Non conoscevo il nome specifico della prima farfalla e così ho utilizzato questo strumento, “Guida all’identificazione delle farfalle diurne dell’Italia nord-orientaledel sito Dryades (dove si possono trovare guide per l’identificazione di vari organismi: piante, alghe, licheni, funghi, pesci, uccelli e, naturalmente; farfalle; di alcuni strumenti di identificazione esistono versioni per smartphone e tablet e stampabili).

farfalla

Fotografie della farfalla da identificare scattate l’otto agosto 2015 a Padova.

Osservate l’immagine sopra e provate con me ad identifare la farfalla.

Ho aperto in due diverse schede la “Guida all’identificazione delle farfalle diurne dell’Italia nord-orientale” e il “Glossario illustrato” per risolvere dubbi riguardanti la terminologia. Nella pagina “Guida all’identificazione delle farfalle diurne dell’Italia nord-orientale“, per prima cosa ho cliccato sul bottone verde “Identificazione: chiave dicotomica” in fondo alla pagina e ad ogni passaggio ho selezionato l’opzione che descriveva meglio la farfalla. Ho cliccato su “Sono osservabili entrambe le facce delle ali” e poi su “Ala anteriore più corta di 3,5 cm o ala posteriore senza coda”. Successivamente ho scelto l’opzione “Area marginale e sub-marginale di entrambe le ali senza strie nere e bianche/giallo chiare/grigie disposte a zig-zag” e quindi “Margine esterno dell’ala anteriore e posteriore con lobi molto pronunciati”. Cliccando infine su “Faccia inferiore dell’ala posteriore con piccola macchia bianca a forma di L o V” sono arrivata a sapere che si trattava di un esemplare di Polygonia egea (Cramer, 1775).

Se volete esercitarvi ulteriormente potete identificare le farfalle immortalate nelle immagini che potete visualizzare ai seguenti link

Farfalle da identificare:   a,   b,   cd

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Abbazia di Praglia

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Non mi stanco mai di vistare l’Abbazia di Praglia, ogni volta scopro nuove cose e mi abbevero di bellezza (unica domanda che mi pongo è perché non riesco a vedere l’Abbazia con il sole). Qui potete vedere alcune immagini della visita effettuata all’Abbazia di Praglia la mattina del 25 marzo 2015:
https://www.dropbox.com/sh/ai80j0hxr1dhvtg/AABOauNlORWcrO48pWs7QlQ5a?dl=0

Oltre che nel sito ufficiale dell’Abbazia, si possono trovare informazioni anche in questa pagina del sito dei Colli Euganei e in questo fotoracconto della rivista “Il Bo” dell’Università di Padova.

Video riguardanti l’Abbazia di Praglia:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-078cb262-93dc-48fd-8a40-ce84391d62c3.html
https://www.youtube.com/watch?v=QoigL4gogto
https://www.youtube.com/watch?v=M8nFsW1qrwk

Il monaco che ha accompagnato il gruppo di cui faceva parte ci spiegava che lo scrittore Antonio Fogazzaro era molto legato all’Abbazia di Praglia (ha infatti lasciato disposizioni che, quando sarebbe morto, i suoi libri fossero donati alla biblioteca dell’Abbazia) e ha ambientato alcuni episodi del romanzo Piccolo mondo moderno nell’Abbazia di Praglia. Nel testo del romanzo ho cercato dove veniva citata l’abbazia e ho trovato, fra gli altri, i brani che riporto.

(…) Una volta fui condotto a vedere l’abbazia di Praglia, negli Euganei, che Lei conosce; dev’essere a sei o sette miglia da qui. Là, proprio nelle logge del cortile pensile, mi venne l’idea di farmi benedettino. Avevo quindici anni, allora. Ne parlai a don Paolo e don Paolo mi disse ch’ero troppo giovine per pensare a queste cose. (…)

(…) Per venire da don Giuseppe, Maironi aveva detto in casa che si pigliava un giorno di riposo e che desiderava rivedere l’abbazia benedettina di Praglia. Adesso aveva poca voglia di andarci. Don Giuseppe lo incoraggiò. Era così magnificamente triste, l’antico monastero! Era così propizio, nella sua maestà cinta di solitudine, ai pensieri di cui Maironi aveva maggior bisogno! Il vecchio si animava tutto in viso parlando dei cortili eleganti e severi, della Crocifissione di Bartolomeo Montagna che stava nel refettorio e anche dell’indegno abbandono in cui l’insigne monumento era lasciato dal Governo(…)

(…) Quando i suoi compagni, che lo precedevano, oltrepassata una porta senza uscio, svoltarono dal corridoio nel cortile pensile, ed egli, rimasto un poco indietro, si trovò a fronte quel chiaror largo, quel quadrato severo di contrapposte arcate, il puteale nel mezzo, il tabernacoletto sull’angolo del refettorio, pieno di cielo sotto il pinnacolo, fra le quattro colonnine, lo Spirito del monastero lo fermò. Preso dal suo dramma, il giovane si era scordato di essere a Praglia. Riconobbe a un tratto il chiaror largo, il quadrato di arcate, il puteale nel mezzo, il tabernacoletto sull’angolo del refettorio.(…)

Per fare una visita virtuale dell’Abbazia di Praglia, cliccate sull’immagine che vedete in basso.

Abbazia di Praglia