Tavola periodica degli elementi

Il neurologo ed esperto divulgatore scientifico Oliver Sacks (morto il 30 agosto 2015), fin da bambino era appassionato di chimica (come si può leggere nel suo libro “Zio Tungsteno” che racconta le sue esperienze giovanili) e in un articolo del 1999 racconta come fosse rimasto affascinato da una riproduzione della tavola periodica degli elementi vista a dodici anni al Museo della Scienza di Londra.

Esistono varie versioni della tavola periodica degli elementi.
Illustrate:
http://i.imgur.com/AKp3r.jpg


http://www.sciencegeek.net/tables/DeltaBio.pdf

Interattive:
http://online.scuola.zanichelli.it/tavola_periodica_kids/
http://www.learnerstv.com/animation/animation.php?ani=184&cat=chemistry

Con indicati i livelli energetici dei singoli atomi:
http://www.sciencegeek.net/tables/EnergyLevelsTable.png

Arricchite delle immagini delle bandiere delle nazioni dove sono stati scoperti i singoli elementi:
http://deskarati.com/wp-content/uploads/2013/09/periodic-table-countries.jpg

In rete si può inoltre reperire molto altro materiale sulla tavola periodica degli elementi come ad esempio: canzoni, video, puzzle

La tavola periodica degli elementi è ancora così importante che nel padiglione Russia di Expo Milano 2015 c’era un’installazione in cui viene celebrata la tavola periodica degli elementi e vengono evidenziati i cibi prodotti in Russia dove si trovano alcuni elementi (ad esempio potassio nei pomodori, zinco nei semi di girasole, fosforo nei pesci, magnesio nei fagioli, iodio nel caviale…).

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Colori, pigmenti, minerali e chimica

Indian pigments.jpgIndian pigments” di Dan Bradyhttp://www.flickr.com/photos/11853009@N07/1382064216/.
Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons.

I colori ci fanno pensare alla tavolozza di un pittore, spesso non ci rendiamo conto di quanta scienza c’è dietro.

Il chimico Adriano Zecchina nel libro “Alchimie nell’arte” (arrivato terzo al Premio letterario Galileo 2014, competizione fra testi di divulgazione scientifica, in cui sono ragazzi di scuole superiori di varie province italiane che votano per il testo preferito fra una cinquina di volumi selezionati da una commissione scientifica) ripercorre la storia della pittura dal punto di vista dei colori utilizzati. Il primo capitolo di “Alchimie nell’arte” si può scaricare e leggere dal sito della casa editrice Zanichelli.

I primi colori utilizzati dall’uomo nelle pitture ritrovate nelle grotte affrescate del Paleolitico sono derivati da minerali: rosso mattone derivato dall’ocra rossa (una forma di ematite, un’ossido di ferro), nero ricavato dal carbone (ovvero grafite dalla combustione di materiale vegetale) e ocre gialle (altri ossidi di ferro). Nonostante il numero limitato dei colori la resa pittorica è stupefacente. Per avere un’idea della bellezza di questi dipinti preistorici compiamo una visita virtuale alla Grotta di Chaveut (i dipinti sono di 30000 anni fa, nel 2010 hanno realizzato un film documentario sulla scoperta di questa grotta) e alle grotte di Lascaux.

Nelle civiltà antiche aumentano progressivamente il numero di colori utilizzati e si perfezionano le tecniche per ottenerli: si veda una lezione sempre del chimico Andrea Zecchina.

Si è da poco conclusa la mostra “Making colours” presso la National Gallery di Londra.

In questo video (in inglese) di Nature, ripercorriamo la storia del colore blu oltremare.

In questo articolo si parla invece del colore rosso vermiglio (ricavato dal minerale cinabro, ovvero il solfuro di mercurio) dei dipinti antichi che tende a scurirsi nel tempo.

Per avere un’idea di quanta chimica è presente nel mondo dei colori, leggere questo approfondimento.